Isola Asinara in barca a vela: tour della Sardegna in camper – Tappa 5

Stiamo per salpare e andare alla scoperta dell’Isola Asinara. Un giorno in barca a vela per scoprire quest’isola selvaggia e dal fascino mediterraneo, ricca di insenature e calette dalle acque limpide e cristalline. Senza dimenticare il suo passato ricco di storia ovviamente.
L’Isola Asinara è lunga 16km, copre una superficie di 52km quadrati ed è un Parco Nazionale. Questo significa che è un’area marina protetta per tutelare le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche.

Isola Asinara
L’accesso all’Isola Asinara non è libero.

Per evitare il turismo di massa, si accede sull’isola solo rivolgendosi agli operatori accreditati dal Parco Nazionale. Le imbarcazioni che collegano l’Isola Asinara alla costa partono da Porto Torres o da Marina di Stintino. Per la nostra escursione in barca a vela siamo partiti da Marina di Stintino e la traversata dura circa 40 minuti.

Sull’isola è vietato l’uso di auto proprie e gli unici veicoli che possono circolare sono quelli degli enti accreditati organizzatori. Per questo motivo ci si può muovere autonomamente solo a piedi oppure, in alternativa, è possibile traghettare la propria bicicletta.
Decidiamo quindi di rivolgerci all’ente Nazionale del Parco ed organizzare questa escursione in barca a vela.
Per noi è un’esperienza nuova ed era da tempo che aspettavamo questa occasione. Abbiamo più volte pensato ad una giornata in barca a vela, ma non abbiamo mai avuto una vera e propria occasione.

Significato del nome Asinara

Sulle origini del nome Asinara ci sono molte ipotesi, nulla di preciso e niente di definitivo! L’ipotesi più antica e quella più accredita, riporta al significato “Sinuaria”, cioè ricca di insenature.
Un’altra teoria associa il nome di “Asinara” agli esemplari di animali che vivono sull’isola. Esattamente come accade per altri nomi di isole come per esempio Caprera, Gallinara o anche Falconara.
In virtù di ciò il nome Asinara è da ricollegarsi agli asini bianchi che vivono sull’isola, anche se è appurato che sono arrivati nell’isola nel XVIII. Questi bellissimi asini bianchi si trovano liberi per l’isola, ma vi anticipo già che purtroppo noi non abbiamo avuto la fortuna di incontrarli.

Breve storia dell’Isola Asinara e delle sue carceri

I primi resti della presenza umana sull’Isola Asinara risalgono al neolitico. Soprannominata “Isola del Diavolo”, è stata nei primi del ‘900 una Stazione Sanitaria di quarantena e un campo di prigionia nella Prima Guerra Mondiale.
Durante il periodo del terrorismo degli anni ’70, periodo passato alla storia come “anni di piombo”, l’isola è stata sede di supercarceri italiani diventando poi un carcere di massima sicurezza: l’Alcatraz italiano per carpirsi.
Soggiornarono in queste carceri i maggiori esponenti del terrorismo delle Brigate Rosse oltre a detenuti facenti parte dell’Anonima Sarda.

Nel giugno del 1885 venne proposta l’istituzione delle Colonie Penali Agricole e tra varie aree venne scelta l’Isola Asinara.

Isola AsinaraIl regolamento delle Colonie Penali Agricole, entrato in vigore il 1 marzo 1887, prevedeva la suddivisione dei carcerati in due categorie: quella destinate ai condannati ai lavori forzati e quella per i condannati a tutte le altre pene.
Erano consentiti i colloqui e i familiari potevano andare a trovare i loro parenti periodicamente.
Per i detenuti del 41 bis, cioè mafiosi e brigatisti, le visite erano concesse attraverso un vetro antiproiettile e il colloquio tramite citofono. Per gli altri detenuti i colloqui erano settimanali e senza nessun vetro.
Infine, dopo il 1997 l’Isola Asinara è diventata un Parco Nazionale.

Dove parcheggiare il Camper per fare questa escursione?

In fase di prenotazione, lo Skipper Giorgio ci ha suggerito un parcheggio tranquillo e gratuito che a nostra volta suggeriamo a voi.
Per raggiungerlo impostate sul navigatore “Guardia Costiera”. Adiacente alla struttura della Guardia Costiera si trova un piccolo sentiero che in un minuto vi porterà direttamente al molo.
Se scendete al molo con il vostro mezzo, ricordatevi che i parcheggi sono tutti a pagamento.

Visitare l’Isola Asinara in barca a vela: il nostro tour

Questo tipo di tour non ha un itinerario fisso. Come ci è stato spiegato, il tour cambia ogni giorno in base al vento e alle condizioni del mare. Infatti, è lo skipper che decide il giro da fare.
Questa sorta di mistero ha reso tutto molto più eccitante.

Le tappe della nostra escursione in barca a vela all’Isola Asinara sono:

  • Piscine naturali di Fornelli: sosta e bagno;
  • Esplorare l’isola sbarcando a Cala Reale ;
  • Cala Oliva: sosta bagno;
  • Cala lunga: sosta, bagno e pranzo a bordo preparato dallo Skipper Giorgio;
  • Veleggiare costeggiando la costa nord e rientro al molo di Marina di Stintino.

1° sosta – Piscine naturali di Fornelli

Alle ore 8.30 ritrovo al molo e poco dopo prendiamo il largo in direzione del Golfo di Asinara. Prima però facciamo una sosta alle Piscine naturali di Fornelli e capiamo fin da subito il perché di questo nome.
E’ uno spettacolo! Il colore dell’acqua è fantastico, qualcosa di indescrivibile! Il tempo abbondante di fare un bagno e ripartiamo, direzione Cala Reale per un’escursione a piedi sull’isola.
Attrezzatevi con creme solari e bottiglie d’acqua. Infatti, il caldo è pazzesco ed escluso un bar al molo di Cala Reale, in questa zona dell’isola non ci sono punti ristoro.
In alcuni tratti l’isola è ventilata, ma è un vento molto caldo!

Isola Asinara

2° sosta – Cala Reale: escursione a piedi sull’Isola Asinara

Arrivati a Cala Reale potete scegliere se rimanere a bordo per un bagno in totale relax oppure avventurarsi a piedi sull’Isola Asinara.
Insieme alle altre persone che erano con noi in barca a vela decidiamo di avventurarci alla scoperta dell’isola e delle sue carceri.
Facendo tesoro delle  tante informazioni che Giorgio ci ha dato nel tragitto dalle piscine a Cala Reale, partiamo!

Sull’isola è anche possibile visitare il Centro Crama. Si tratta di un centro di recupero delle tartarughe marine trovate ferite in mare e bisognose di cure.

Ci avventuriamo e raggiungiamo il primo carcere a località Fornelli.

Fino al 2016 il carcere era visitabile mentre adesso si trova in uno stato di abbandono. Peccato, sarebbe stato molto interessante poter visitare l’interno di questa struttura!
Sembra quasi impossibile credere che fino a qualche decennio fa questo era un carcere di massima sicurezza.
Per la severità e la rigidità dei controlli al suo interno fu soprannominato l’Alcatraz italiano. Solo un detenuto è riuscito ad evadere in 110 anni di vita del carcere.

Isola Asinara

Gli anni del carcere di massima sicurezza iniziarono il 25 giugno 1971 con l’arrivo di 15 mafiosi ai quali, nel mese di settembre, se ne aggiunsero altri 18.
Con il passare degli anni il numero dei criminali aumentò sempre più e così i reclusi iniziarono ad essere destinati ad altre diramazioni e solo quelli più pericolosi restavano a Fornelli.
La sera del 2 ottobre del 1977 vi fu una ribellione molto violenta che venne sedata solo il giorno successivo.

Come il carcere di Fornelli divenne l’Alcatraz italiano?

A seguito della ribellione la struttura venne così rinforzata e furono adottate maggiori precauzioni di sicurezza. Furono applicate nuove sbarre alle finestre e alle porte rendendole molto più robuste e con l’occasione venne ricostruito anche il pavimento. Successivamente, venne posta un’asta per bloccare la porta che dava l’accesso al cortile per “l’ora d’aria”. In questo modo si consentiva l’ingresso dei detenuti solo uno alla volta per evitare contatti tra le stesse persone.
Ciascuna cella ospitava al massimo due individui. Gli armadietti in legno vennero sostituiti con degli armadietti in metallo fissati al muro, così come le scrivanie e anche i letti.
Nei corridoi vennero messi dei cancelli che separavano un numero minimo di celle e, per ogni cancello, rimaneva una sentinella di sorveglianza.
I corridoi, i cortili, nonché i punti più nevralgici delle aree più frequentate, venivano sorvegliati con sistemi di telecamere.

Con l’assassinio del Generale Dalla Chiesa, si sono inasprite le agevolazioni concesse ai detenuti.

Una fra queste riguardava il bellissimo paesaggio che i detenuti potevano vedere dalle finestre delle loro celle. Questo privilegio fu tolto murando parte delle finestre.
Il periodo carcerario durò 110 anni e terminò nel marzo del 1997.

Proseguiamo la nostra escursione a piedi sull’Isola Asinara e arriviamo fino alla Colonia Penale Agricola. Fa molto caldo e perfino il vento che soffia è caldissimo. Non scordatevi di portatevi con voi delle bottiglie d’acqua, vi serviranno.
A Cala Oliva, che non abbiamo raggiunto perche troppo distate, si trovano altre ex colonie penali e un bunker di massima sicurezza. In questo bunker che ancora oggi è visitabile, fu trasferito il pentito mafioso Totò Riina. La cella del pentito di mafia fu soprannominata “discoteca” poiché le luci rimanevano sempre accese notte e girono, sia per questioni di sicurezza e sia per non concedere troppi privilegi.

I paesaggi sono molto belli e sembra di essere catapultati indietro nel tempo.

Il silenzio, la natura selvaggia, le strutture fatiscenti che rievocano momenti di grandi tensioni sembrano quasi surreali. Per la strada che da Fornelli giunge all’ex Colonia Agricola Penale, troviamo perfino un lago dove un gruppo di cavalli liberi si stanno rinfrescando.

Isola Asinara

Arrivati alla colonia penale, un bellissimo panorama ci aspetta. Ci riposiamo qualche minuto, facciamo due foto e ci rimettiamo in marcia per tornare al molo di Cala Reale.

Le due ore a disposizione stanno giungendo al termine e non abbiamo più tempo per proseguire oltre … lo faremo via mare.

Isola Asinara

3° sosta – Cala Oliva: sosta bagno e pranzo

Isola Asinara

Isola AsinaraContinua la nostra escursione in barca a vela all’Isola Asinara e proseguiamo verso la 3° sosta.
Dopo tutto questo gran caldo ci vuole un bel bagno! Così una volta salpati da Cala Reale  giungiamo a Cala Oliva dove ci attende un rigenerante bagno in acque cristalline, fresche e super pulite!!
Lo spettacolo che vediamo con le maschere è qualcosa di meraviglioso, numerosi pesci di tutte le grandezze, alcuni sono colorati, stelle marine, conchiglie e perfino seppie!

Mentre noi siamo tutti in acqua e ci divertiamo a fare i tufi dalla barca, lo Skipper Giorgio si mette ai fornelli per prepararci il pranzo che faremo a bordo sempre a Cala Oliva.
Intorno a noi anche altre barche sono ferme per la sosta pranzo, così saliamo a bordo con una grande fame.
Il pranzo è servito! Tutto molto squisito, a partire dall’impepata di cozze, penne ai frutti di mare, dolcetti tipici sardi accompagnati da un ottimo vino bianco e caffè! Top!

Il tempo sta cambiando e mentre raggiungiamo Punta Sabina arrivano le nuvole.

Le previsioni meteo avevano messo vento nel pomeriggio e non potevamo desiderare di meglio. Infatti, oggi che siamo in barca a vela un po’ di vento è proprio quello ci vuole!
Dopo la sosta bagno si parte, il vento incomincia ad essere buono e lo sarà ancora di più quando ci lasceremo alle spalle l’Isola Asinara.
Vele alzate, motore spento, corde slacciate e… si parte!

Isola Asinara

Che avventura! Virate su un lato e appena arriva la folata di vento, la barca incomincia a prendere velocità. Il rumore del vento e delle onde che vengono solcate, il passare delle corde, il controllare le vele è davvero un’avventura unica.

Un ritmo al quale ci si abitua subito. In silenzio ci godiamo questi attimi e il senso di libertà che si percepisce è bellissimo.

Il ritorno si può dire che è proprio volato! E’ un’esperienza che consigliamo di fare e che speriamo di ripetere quanto prima perché merita davvero!

Consigli per visitare l’Isola Asinara

Ecco alcuni consigli utili per visitare l’Isola Asinara:

  • Programmate con largo anticipo la vostra escursione all’Isola Asinara. Tutte le informazioni necessarie e il numero di telefono per prenotare le trovate QUI.
  • Che raggiungiate il molo di Marina di Stintino in auto o in camper, vi consigliamo di parcheggiare il vostro mezzo nel parcheggio gratuito davanti alla Guardia Costiera. Maggiori informazioni le trovate all’inizio del nostro articolo.
  • Cosa portare per la giornata? Creme solari, maschera per fare snorkeling, pinne, asciugamani, custodia impeciabile per telefono e bottiglie d’acqua. E’ consigliabile anche una piccola borsetta impermeabile per mettere dentro chiavi, portafoglio e documenti, non si sa mai.
  • Per accedere all’Isola Asinara è necessario pagare la tassa di sbarco, che sarà compresa nel costo della gita.

Essendo Parco e Riserva Marina ci sono delle regole da rispettare. Prima di recarvi sull’Isola, vi consiglio di leggerle bene direttamente sul sito del Parco dell’Asinara.

Curiosità

Isola AsinaraQueste sono invece alcune curiosità sull’Isola Asinara che dovete assolutamente sapere:

  • Dal carcere di massima sicurezza di Fornelli, soprannominato l’Alcatraz italiano solo una persona è riuscita ad evadere durante i suoi 110 anni di attività.
  • Quante persone vivono oggi sull’Isola?
    Sola una!
  • Quale illustre personaggio ha fatto sosta sull’isola?
    Il corsaro Barbarossa, personaggio che ha riempito pagine di storia, ha soggiornato presso l’isola.
  • Appena si giunge sulla costa in prossimità di Fornelli, si vede una vecchia fortificazione,“Il Castellaccio”. E’ una fortificazione della quale non si conosce esattamente la sua l’origine. Alcuni attribuiscono la costruzione ai Malaspina, altri ai Doria. Nel XVI fu ristrutturato durante il dominio spagnolo, periodo di aspre lotte tra pirati e i francesi.
  • Qual è il simbolo dell’isola?
    Sono gli asini bianchi, una razza albina che vive in libertà sull’isola e che è diventata con il passare degli anni il simbolo di Asinara.
  • Quali sono le caratteristiche e le origini dall’asino bianco dagli occhi chiari al manto bianco?
    Ci sono diverse teorie. L’ipotesi più probabile è quella di origine autoctona secondo la quale gli asini bianchi deriverebbero da quelli grigi.
    Una seconda teoria sostiene invece che questi asini sono stati importati dall’Egitto nel secolo scorso dal Marchese di Mores Duca dell’Asinara. Un’altra leggenda ancora, vede gli asini approdare sull’isola a seguito di un naufragio di un vascello diretto in Francia.
    Infine, la teoria raccontata dal nostro Skipper è che grazie ad una principessa del Marocco questi asini sono arrivati sull’Isola Asinara. Quante teorie … a voi la scelta di credere a quella che più vi ha intrigato.

Rientrati al Camper una doccia velocissima perché siamo in super ritardo per prendere il traghetto … purtroppo si torna a casa!

Questa è stata l’ultima avventura del nostro tour on the road in camper in Sardegna.

7 giorni intensi pieni di avventura, di stupore e di emozioni, una scorpacciata di bellissimi ricordi.
Speriamo che questo articolo vi sia utile per le vostre gite in barca a vela in questa bellissima isola.

Se vi siete persi le tappe precedenti del nostro tour on the road in camper in Sardegna vi consigliamo di leggere gli articoli: 
Sardegna in Camper: tour on the road di 6 giorni – Tappa 1 con la visita al Faro di Capo Caccia e
Le Grotte di Nettuno ad Alghero: tour on the road della Sardegna in camper – Tappa 2.
Senza dimenticare Le più belle spiagge di Alghero – Tappa 3Le più belle spiagge di Stintino – Tappa 4.

Ilaria

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