Sardegna in Camper: tour on the road di 6 giorni – Tappa 1

Visitare la Sardegna in camper è una delle avventure più emozionanti che si possano fare. Per questo vogliamo raccontarvi il nostro tour on the road a bordo di un camper nella zona nord-occidentale della Sardegna.
Un tour durato una settimana, tra natura, immersioni, sosta libera in posti spettacolari, cibo tipico locale e perfino una gita in barca a vela.
Tutto questo con un solo pitstop tecnico e senza mai perdere tempo in un supermercato o un negozio di alimentari. Infatti, abbiamo organizzato il nostro tour al meglio e non abbiamo mai avuto necessità di rifornire le nostre scorte alimentari.
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Sardegna in camper: la zona nord-occidentale

La mattina alle 7.00 salpiamo da Livorno con la nave Moby-Line e arriviamo nel pomeriggio ad Olbia. Scendiamo dalla nave a bordo di “Zucchetto”, il camper che mio fratello e mia cognata ci hanno prestato per questa vacanza.
Non vediamo l’ora di iniziare il tour on the road per la Sardegna in camper e ci dirigiamo subito verso la parte nord-occidentale dell’isola. La nostra prima destinazione è infatti la località Capo Caccia vicino Alghero. Troverai approfondimenti su questa città nel proseguo dell’articolo.

Capo Caccia

Sardegna in camper 10Il nostro tour “Sardegna on the road” taglia in orizzontale la parte Nord dell’isola e in un paio d’ore circa raggiungiamo il promontorio di Capo Caccia. Capo Caccia è un promontorio di roccia calcarea e dall’alto del faro si vede tutta la baia e le spiagge di Alghero che visiteremo nei giorni successivi.
Una bella boccata di ossigeno, tranquillità e contatto con la natura. Dopo settimane di duro lavoro sono ingredienti essenziali per immergerci a pieno in questa stupenda avventura alla scoperta del Nord-Ovest della Sardegna.

Capo Caccia, in catalano e in algherese “Cap de la Caça”, deve il suo nome alle battute di caccia al piccione che i nobili dell’800 facevano dalla barca nei periodi di tranquillità attorno al promontorio.
Perché in catalano? Nelle nostre tappe successive di questo tour, scopriremo Alghero e la sua storia legata alla Spagna.

In questa zona la natura prevale sia in alto sul promontorio che in basso nelle sue acque.

Infatti, tutta la zona è riserva marina protetta, un’area dichiarata oasi permanente di protezione faunistica.
Lungo le falesie si possono avvistare esemplari unici come l’aquila del bonelli, il falco pellegrino e i gabbiani reale e corso. Non mancano i rondoni, la porcellana e perfino l’imponente esemplare del grifone.
Sui fondali circostanti invece si trova il pregiato “Corallium rubrum”, una specie di corallo rosso utilizzato in gioielleria e che caratterizza fortemente la cultura del luogo. Per questo motivo questa zona ha il soprannome di Riviera del Corallo.

Il Faro di Capo Caccia

Questo bellissimo faro bianco si trova a 186 metri sopra il livello del mare ed è il faro più alto di Italia. Nell’elenco dei Fari italiani è identificato con il numero 1418.  E’ un’imponente costruzione la cui torre raggiunge i 24 metri di altezza.
Si trova solitario in cima ad un dirupo e come tutti i fari domina il mare che infrange le sue onde color blu intenso sulle ripide scogliere. Sotto di lui si trovano le famose grotte di Nettuno, rifugio del Dio del Mare.

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Sono molto attratta dai fari e quando è possibile cerco sempre di visitarli.

Il momento migliore è al tramonto quando l‘atmosfera diventa magica: starei ad ore ad osservare l’orizzonte!
Molti definiscono il faro malinconico e solitario, per me invece è magico, emozionante e dopo aver letto svariati libri su leggende e narrazioni fantasiose sui fari, lo definirei anche mistico. E’ un occhio che osserva e che arriva oltre, oltre dove gli altri non arrivano.

Purtroppo, questo faro non è visitabile perché di proprietà militare, peccato! Siamo arrivati nel tardo pomeriggio proprio per salutare il sole da questo posto magico. Ho letto di persone che hanno scavalcato la recinzione, ma sinceramente lo sconsiglio, in quanto sono zone militari dove è vietato introdursi.

Questo faro risale al 1950-1960 quando sostituì sul promontorio il vecchio faro del 1864.

La sua forma è squadrata ed è avvolto da una gabbia di Faraday a prova di fulmine e da uno “scudo” di pietra a prova di burrasca. Ogni cinque secondi manda un fascio di luce visibile fino a 34 miglia di distanza.
Dopo diversi tipi di combustibili, il faro oggi è illuminato da una lampada alogena da 1000 Watt ruotante come tutti gli altri fari italiani. L’ottica compie un giro completo ogni 20 secondi.

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Quando siamo arrivati al promontorio di Capo Caccia il sole stava già calando così abbiamo deciso di fermarci a Belvedere Foradada, circa 2 km prima di arrivare al Faro. Il panorama è davvero bellissimo. I colori dell’imminente tramonto stavano cominciando a riflettere sulle rocce rendendole di un colore rossastro.

Continuiamo il nostro tour Sardegna in camper per raggiungere il Faro. La strada è quasi deserta, le grotte sono già chiuse e di macchine ce ne sono davvero poche.

Leggende sul Promontorio di Capo Caccia

Per dare un maggior tocco misterioso e fiabesco al promontorio di Capo Caccia vi racconto la leggenda che lo riguarda. Abbiamo scoperto questa bellissima e romantica leggenda poco prima del nostro viaggio. Vi assicuro che una volta sul posto, abbiamo vissuto la nostra permanenza guardando il promontorio con occhi diversi! Logicamente sono fantasiose leggende, ma questa ci è piaciuta particolarmente.
Tutto nasce dall’osservare il promontorio da lontano. Cosa sembra? La sua forma riporta alla mente la sagoma di un gigante disteso sulle acque.

La leggenda narra di un uomo molto alto che abitava sul promontorio. A causa della sua altezza era deriso da tutti e fu soprannominato “Il Gigante”. Per lui era impossibile anche trovare una compagna, infatti nessuna voleva sposare un ragazzo così alto.
Così una notte d’estate si soffermò ad osservare la Luna. Non era la prima volta che la vedeva, ma quella sera nacque qualcosa di magico in lui.

I suoi occhi neri non facevano altro che guardarla.

Passarono molte sere e il Gigante non vedeva l’ora di poter parlare con la Luna. Una sera la Luna sorrise e salutò il Gigante. Emozionato contraccambiò il saluto e incomincio ad esternare alla Luna dolci e affettuosi complimenti. La Luna era lusingata e al tempo stesso piacevolmente imbarazzata.

Una nuvola si soffermò davanti alla Luna. Il Gigante si arrabbiò e pensò subito che come le altre anche lei si divertiva a deriderlo e infuriato cercò di togliere quella dispettosa nuvola. Anche se era molto alto non ci riuscì.
Dopo un po’ quella nuvola dispettosa se ne andò e la Luna poté spiegare al Gigante che anche lei era molto felice di stare a parlare con lui.

Il Gigante propose alla Luna di trovare una soluzione per vedersi più spesso e le chiese di scendere la lui.

La Luna rispose che non era possibile perché suo fratello, il Sole, era molto geloso e non lo avrebbe mai permesso, anzi non voleva neanche che lei parlasse con qualcuno.
Il Gigante un giorno si fece coraggio e andò a parlare con il Sole, ma non riuscì ad ottenere quello che sperava, anzi fu avvisato di stare lontano da sua sorella. In caso contrario, lo avrebbe trasformato in una roccia.

I due continuarono ad incontrarsi per molte sere e appena il sole stava per salire in cielo il Gigante faceva ritorno a casa. Una mattina d’estate il Sole, per spiare la sorella, si levò prima e trovò sua sorella Luna a parlare con il Gigante.
Si infuriò così tanto che trasformò il povero ragazzo in una roccia bianca calcarea che non avrebbe mai avuto riposo. Infatti, l’acqua del mare avrebbe scavato gallerie nelle sue viscere e sciolto le sue membra.

Promontorio di Capo Caccia "Il Gigante che Dorme"
La Luna era disperata, non poteva stare con il pensiero che il suo amato venisse corroso dal mare così chiese aiuto alla sua amica Acqua.

La Luna scongiurò l’amica Acqua di lasciare del calcare sulla roccia e di creare ornamenti e gemme rare. Un piccolo dono per il suo Gigante che di sventure nella sua vita ne aveva passate tante.

Passarono anni, decenni, secoli e millenni. Per volere del Sole la pioggia si infiltrò misteriosamente piano piano nei piccolissimi passaggi delle rocce iniziando la sua opera di distruzione. Ma, … in quelle buie cavità incominciarono a cadere delle goccioline per molto tempo. Quelle gocce miracolose erano formate da calcare, quel calcare che era stato preso dalla roccia e che a sua volta, veniva lasciato nei pavimenti, nei soffitti e nelle pareti della cavità.
Per magia all’interno di queste grotte crebbero delle possenti e bellissime colonne bianche, stalattiti, stalagmiti resero preziosi quei cunicoli come se fossero decori di un lussuoso palazzo di un re.  Uno strato di alabastro ricoprì le fredde e buie pareti.

Nacquero così le famose Grotte di Nettuno.

Se passate da queste parti, fate caso alla somiglianza del promontorio alla figura di un uomo che riposa.
Inoltre, di notte il cielo sopra il faro è invaso da un fascio di stelle bellissime che sembrano essere vicine e ancor più luminose come per far compagnia al promontorio.

Sostare per la notte con il camper

Sardegna in camper 09Il bello di girare la Sardegna in camper è che puoi fermarti a dormire sotto le stelle. Ad ogni modo la sosta con il camper non è consentita ovunque e alcune zone sono regolamentate.

Per questo prima di arrivare, ci siamo informati sulle aree sosta camper telefonando alla Polizia Municipale di Alghero.

Un agente di polizia molto disponibile ci ha consigliato la SOSTA GRATUITA lungo la strada che porta al Faro, spiegandoci che è consentita solo nelle piazzole di sosta lungo la strada.

Di aree di sosta ce ne sono diverse sia sul lato in direzione delle grotte che sul lato opposto.

La strada finisce all’ingresso delle grotte, abbiamo fatto la rotonda e siamo tornati indietro. 
Subito dopo la rotonda, circa a 50 metri, abbiamo parcheggiato e davanti a noi si apriva la baia di Alghero mentre al nostro fianco si trovava il Faro. Da qua la vista è superba. Pochi minuti dopo si è fermato un altro camper per passare la notte.

Ingresso delle Grotte di Nettuno


Finito le manovre di parcheggio, ci siamo avvicinati alla fine della strada per assistere al tramonto!
Cosa importante! per una maggiore sicurezza e stabilità, abbiamo fatto salire le ruote del camper sopra i cunei livellatori.

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Appena il sole è tramontato, siamo tornati sul camper, abbiamo mangiato e lo spettacolo è arrivato.

O meglio la notte è arrivata. Infatti, il promontorio è completamente buio, regna il silenzio e il cielo è il vero protagonista. Un cielo così colmo di stelle, con una Via Lattea ben visibile non lo avevamo mai visto. Una strana emozione abbiamo provato, sembrava che il cielo e le stelle fossero più basse e in un certo senso molto più vicine a noi! Abbiamo visto diverse stelle cadenti! Con le sdraie ci siamo goduti ogni momento. L’atmosfera era magica, venivamo illuminati solo per pochi secondi e ogni 20 secondi dal bagliore del Faro, il “Signore della Notte” che in tutta questa tranquillità vigila il mare e la costa. Momenti unici!

Vedere l'alba dalla finestra della mansarda

Questo faro ci accompagnerà per tutti i giorni che dedicheremo alla costa di Alghero, è così affascinante che ci ricorderà la romantica ed unica notte trascorsa a Capo Caccia.

PARCHEGGIO CAMPER:
Prima notte al Faro di Capo Caccia: Costo per il parcheggio Euro 0,00.

Visita alla città di Alghero

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Un altro dei vantaggi di visitare la Sardegna in camper è quello di potersi muovere in libertà senza dover poi tornare alla metà di partenza. Comunque, da Capo Caccia si possono visitare tante altre località nelle vicinanze.
Una di queste è Alghero, detta anche “s’Alighera” in sardo e “Alguer” in catalano. Si, esatto, in Catalano. Infatti, Alghero è conosciuta anche come la piccola Barcellona. La città ha conservato l’uso del catalano e il 2% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese.

Sono stati 370 gli anni di dominazione spagnola che hanno fatto sì che Alghero diventasse indipendente contribuendo al mantenimento della lingua aragonese anche dopo le successive annessioni.

L’aragonese si è poi trasformato in dialetto,
 tramandato di generazione in generazione
e attualmente viene studiato dai linguisti di tutto il mondo.

Passeggiando per la città è ben visibile l’influenza spagnola. Noi abbiamo dedicato a questa città una serata. Solitamente nelle settimane di mare ci concentriamo solo sulle spiagge, ma Alghero meritava una visita. Abbiamo raggiunto il parcheggio centrale, che si trova vicino il lungo mare ed è aperto anche ai camper, ma non abbiamo trovato posto. Ci siamo di conseguenza spostati in un parcheggio libero nell’interno della strada principale.

Abbiamo passeggiato lungo le mura medioevali dove si trovano le famose e antiche gioiellerie e negozi che si occupano della lavorazione del corallo.

Infine, siamo arrivati al Duomo per vedere il campanile catalano dalla forma ottagonale.

Una serata molto piacevole e il centro di Alghero ci è piaciuto, molto soprattutto il suo lungomare caratterizzato dalle molte palme. Sembrava davvero si essere alla Barcelloneta in Spagna. 
Ci sarebbe piaciuto visitare questa città anche di giorno, ma purtroppo in questo tour il tempo è tiranno!

Sardegna in camper 02

Consigli per visitare la Sardegna in camper

La cosa che ci è piaciuta di più di questo “tour on the road per la Sardegna in camper” è stato poter vivere a contatto con la natura. Staccare dalla routine quotidiana della città è sicuramente un toccasana per mente e corpo.
Per questo abbiamo cercato di organizzarci in modo da poter essere indipendenti e di non doverci recare spesso al supermercato o in altri negozi per le scorte.

Un solo pit-stop e mai stati in un negozio/supermercato

Non siamo camperisti esperti, ma l’avventura è il nostro carburante e quando si tratta di organizzare i viaggi non siamo secondi a nessuno. Infatti, in questa settimana on the road siamo riusciti a fare solo un pit-stop (carico-scarico) e a non andare mai a fare la spesa.
Non solo per staccare, ma anche per non rischiare troppo di ritrovarsi in lunghi affollati e soprattutto per non togliere tempo al paradisiaco mare della Costa del Corallo.

Come organizzare le scorte di cibo sul camper?

Oltre ad una buona scorta di partenza, il segreto è pianificare, indicativamente, quello che mangerete. Noi abbiamo fatto un bel carico di cestini d’acqua, bibite e frutta che in estate è la nostra passione. Le scorte comprendevano 1 cocomero, 2 poponi, 1 cassetta di pesche belle dure, uva, albicocche tutto sempre molto indietro non troppo maturo. Per i primi giorni avevamo banane e ciliege.
Per la verdura invece abbiamo preso pomodori insalatari (non maturi) che abbiamo utilizzato per condire della pasta fredda. Con l’aggiunta invece di insalata e ripieni di tonno e capperi, accompagnati da cetrioli possono essere un buon pasto da portare in spiaggia.

Abbiamo portato con noi anche una scorta di carne fresca che poi abbiamo messo nel congelatore.

Riso e pasta da condire con pesto o salsa di pomodoro fatta da noi e mesa in barattoli oppure sugo alle vongole preparato espresso.
Infine, affettati e qualcosa di pronto anche in scatola. Ad esempio philadelfia, uova e mozzarelle.
Dolcetti e stuzzichini non sono mai mancati per gli spuntini, come anche biscotti, brioches o panini morbidi da farcire con Nutella o marmellata per la colazione.

Con un po’ di spirito di arrangiamento, si riesce in tutto!

Ecco le nostre prossime tappe:

  • Le grotte di Nettuno
  • Le migliori spiagge di Alghero
  • Escursione all’isola di Asinara in barca a vela
  • Le spiagge di Stintino
  • I piatti tipici della cucina tradizionale sarda

Siamo stati in Sardegna ben 9 volte, ogni volta è sempre un’emozione diversa e la consigliamo ad occhi chiusi!! Ogni zona è bella e non ne esiste una che non meriti di essere visitata!

Rimani con noi e non perderti la prossima tappa: dal faro di Capo Caccia scenderemo nelle bellissime spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina.

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Ilaria

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