Ex base Nato Monte Giogo: trekking in un luogo abbandonato dal 1995

Oggi partiamo per un’escursione alla scoperta di un luogo molto particolare e suggestivo ovvero l’ex base Nato Monte Giogo. Siamo amanti del trekking e se già ci conosci forse lo saprai, ma a questa passione abbiamo aggiunto qualcosa in più. Mi sto riferendo alla passione per il Dark Tourism cioè andare alla scoperta di luoghi abbandonati e/o del passato. Se non sai cos’è il dark tourism o turismo nero, allora ti consiglio di leggere il nostro articolo: Dark Tourism: cos’è e come si pratica. Così abbiamo unito le due passioni ed è nato qualcosa di personale che ci attrae molto.

Iniziamo a raccontarvi queste nostre esperienze o meglio esplorazioni, di dark tourism partendo da un trekking davvero particolare. L’ex base Nato Monte Giogo per molti è stata definita come set fantascientifico o un set cinematografico, per altri addirittura un luogo surreale. Per noi è stato un luogo davvero emozionante dove stupore ed adrenalina hanno viaggiato di pari passo.
Scopriamolo insieme.

Ex base Nato Monte Giogo

Era da tempo che desideravo fare questo trekking, così in una bella e limpida giornata di metà aprile siamo partiti da Firenze per il Monte Giogo dove si trova l’ex base Nato abbandonata. Il Monte Giogo si trova sull’Appennino Tosco-Emiliano, più esattamente vicino al paese di Comano in provincia di Massa-Carrara. Non è proprio agevole arrivarci, ma vi assicuro che bellezza e stupore ricompenseranno il tragitto.

Cosa mettere nello zaino

Come prima cosa, prima di partire per un trekking è importante preparare bene lo zaino ed equipaggiarsi nel modo corretto. In particolar modo se la vostra meta si trova fuori da rotte turistiche  note.

Questo vale anche per il nostro trekking all’ex base Nato Monte Giogo. Per aiutarvi in questa operazione vi rimando al nostro articolo Trekking Lago Scaffaiolo: come arrivare dalla Doganaccia sul sentiero 66 CAI.

Come raggiungere la ex base Nato Monte Giogo

panorama dal monte giogo

Raggiungere il Monte Giogo in auto è stata un’avventura quasi quanto quella di visitare l’ex base Nato Monte Giogo. Dal casello autostradale di Aulla seguiamo le indicazioni per il paese di Comano. Percorriamo la statale SP74 e all’altezza della località Varano prendiamo la statale SP25. Dopo circa mezz’ora e 20 km, arriviamo finalmente a Comano e cerchiamo la strada che porta verso la vetta del Monte Giogo.

Purtroppo, la strada è chiusa per frana (aggiornato a aprile 2022).

Quindi, chiediamo informazioni agli abitanti del posto che ci indicano una strada alternativa. Torniamo verso valle e riprendiamo la statale SP74 seguendo le indicazioni per Tavernelle o per Passo del Lagastrello. Proprio in prossimità del passo, giriamo a destra e imbocchiamo la statale SP25 che prendiamo in direzione opposta a quella che ci aveva portato prima a Comano. Percorriamo circa 200 m poi parcheggiamo l’auto lungo la strada in prossimità di una biforcazione. Da qui, seguite a piedi la strada sulla vostra destra che lentamente incomincia a salire.

Sconsigliamo di procedere oltre con la macchina, perché ci sono molte buche e a tratti il manto stradale ha ceduto. Nessun pericolo percorrendo il tragitto a piedi.

Il percorso lungo circa 3 km che porta all’ex base Nato Monte Giogo è in salita, ma su strada asfaltata e a tratti sterrata.

Per facilitarvi il raggiungimento della destinazione, potete inserire su Google Maps il testo “Monte Giogo base nato” oppure cliccate direttamente QUI.

Dentro l’ex base Nato Monte Giogo

ex base Nato monte Giogo abbandonata

Dopo un percorso a tornanti, a tratti un pochino faticoso, raggiungiamo la vetta dove si nasconde la base Nato Monte Giogo abbandonata. Che emozione! Non abbiamo mai visto niente di simile! Tutta la base è circoscritta da recensione e da un cancello chiuso con lucchetto, ma in prossimità dell’entrata, dove si trova il casottino di guardia, la rete è rotta ed è possibile accedere.

cancello d'ingresso ex base Nato monte Giogo

L’ex base Nato Monte Giogo si estende su una superficie di 20.000 mq.

All’interno ci sono sette strutture adibite a officine, stanza macchine, laboratori, locali di lavoro e dormitori. A differenza degli anni in attività, dove sicuramente ci sarà stato un gran rumore tra radar, ventilatori, apparecchiature e campanelli d’allarme, oggi regna il silenzio.
Infine, la base era presidiata da 8 tecnici militari e 11 carabinieri che si occupavano della sicurezza della zona e 5-6 addetti civili tra meccanici e cuochi.

edifici all'interno dell'ex base Nato monte Giogo

Fu progettata nel 1956 dopo il Patto di Varsavia e cominciò la sua attività poco dopo durante gli anni della subdola Guerra Fredda.

L’ex base Nato Monte Giogo era una stazione Scatter chiamata “Livorno Station”, identificata con codice Nato “IMXZ”e dipendente dalla base Nato di Napoli.
Il suo compito era quello di fare un ponte di comunicazione militare. Infatti, le antenne servivano per captare e intercettare codici criptati in un raggio di 4.000 km. Più precisamente questa rete di intercettazioni era formata da 49 basi dislocate dalla Norvegia fino ad una stazione posta in Turchia. Passando per Olanda, Danimarca, Germania, Inghilterra, Faeroe, Francia, Italia, Grecia e le isole di Malta, Creta, Cipro e Cefalonia.
Una base con una potenza di trasmissione di 400 milioni di watt, una capacità di 570 canali telefonici, 260 telegrafi e 60 circuiti radar. Un vero e proprio patrimonio di tecnologia all’avanguardia.

Nel 1995 l’ex base Nato Monte Giogo venne definitivamente chiusa o meglio abbandonata dai militarti che vi lavoravano.

Da allora la base è rimasta incustodita e all’uscita degli ultimi militari il cancello fu lasciato aperto. Chissà perché? Con il tempo su risistemata dall’associazione ARI (Associazione Radioamatori Italiani). Fu allestito anche un museo che più volte venne vandalizzato così fu definitivamente chiuso. Anche le strutture della base negli anni hanno subìto saccheggi e devastazioni.

interni abbandonati dell'ex base Nato monte Giogo
interni abbandoanti dell'ex base Nato monte Giogo

Approfondimenti storici e tecnici

Nella seconda metà degli anni ‘50, la NATO si trovò nella necessità di sviluppare un’allerta in caso di attacco con missili atomici da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Siamo in piena Guerra Fredda. Quindi, fu inventato un sistema di comunicazione in grado di trasportare dati, canali voce e allarmi basato su una tecnologia chiamata Troposcatter.

Per difesa in quegli anni bui le basi militari avevano missili pronti a partire in caso di attacco nucleare.

L’allarme veniva comunicato a tutte le basi militari europee nel giro di 30 secondi grazie ad una rete di basi radio, come la base Nato Monte Giogo, denominata ACE-HIGH Network. che utilizzava sofisticate apparecchiature all’avanguardia.

La tecnologia Troposcatter utilizzava il principio dello “spargimento troposferico” che il fascio di onde elettromagnetiche subisce grazie alla presenza delle discontinuità dielettriche della Troposfera. Questo fenomeno consente la comunicazione tra siti posti oltre l’orizzonte elettromagnetico. Le possibilità di collegamento derivanti da questa tecnica di trasmissione variano su distanze comprese tra i 200 e i 700 Km a seconda delle caratteristiche degli impianti e delle frequenze impiegate. Questi sistemi sono estremamente sicuri in fatto di risultati ma, necessitano di potenze di trasmissione piuttosto elevate, antenne ad elevatissimo guadagno e sistemi dotati di elevata sensibilità.

Le 4 giganti antenne o parabole

i 4 radar ex base Nato monte Giogo

Appena entrati nell’ex base Nato Monte Giogo quello che catturerà la vostra attenzione oltre alla bellezza del posto, il silenzio e la tranquillità saranno 4 enormi parabole. Queste 4 parabole o antenne, diventate famose anche come radar ex base nato Monte Giogo, dominano la vetta del monte. La sensazione sarà quella di essere catapultati in un’altra epoca e qua la curiosità inizia a prende campo.

i giganteschi radar ex base Nato monte Giogo

Non trovate anche voi una certa somiglianza dei radar ex base Nato Monte Giogo con le orecchie di topolino?

Orecchie molto potenti che negli anni clou hanno ascoltato e captato di tutto. Sicuramente, hanno contribuito a rendere il mondo quello che è oggi, evitando quella che a suo tempo rischiava di diventare la Terza Guerra Mondiale.

Le quattro antenne hanno un diametro di 20 m e altrettanta è ovviamente la loro altezza. Sono divise a coppie di due: due puntano verso la stazione francese di Nizza, due verso quella romana dei Monti della Tolfa.

5 curiosità sull’ex base Nato Monte Giogo

Come di consueto nel nostro blog, non potevano mancare le curiosità sull’ex base Nato Monte Giogo:

  1. Negli anni di attività della base Nato Monte Giogo si raccontano storie incredibili. Si va dagli avvistamenti Ufo, a globi infuocati e perfino atterraggi notturni di navicelle extraterrestri. Tutto sembra ricollegarsi ancora ad un set cinematografico e ovviamente non fu niente di tutto ciò. Infatti, si sarà trattato sicuramente di sfortunati stormi di uccelli che finivano nel raggio di azione delle parabole che trasmettevano alla potenza di 400 milioni di Watt! Mentre le navicelle extraterresti non erano altro che elicotteri che durante la notte consegnavano i pezzi di ricambio più voluminosi;
  2. Dopo i primi anni di attività della base, le rotte migratorie degli uccelli smisero di passare in prossimità delle parabole del Monte Giogo. Fecero ritorno solo dopo una decina di anni dalla loro dismissione;
  3. In tutti i 34 anni di attività, la base Nato Monte Giogo ha lavorato e trasmesso H24. Si registra un solo fermo della durata di 13 secondi;
  4. Dati curiosi emersi da questa base sono stati: aver rilevato la temperatura più bassa -30° e la massima velocità del vento, ben 220 km/h;
  5. La base Nato Monte Giogo non servì solo alla Guerra Fredda. Una terribile e violenta alluvione colpì nel 1972 il comune di Comano che rimase isolato e senza luce mentre un fiume di fango portava via quello che trovava. I soccorsi agli abitanti del paese furono possibili grazie alla base sul Monte Giogo. Infatti, la Prefettura comunicava le indicazioni alla base Nato che a sua volta le girava alla caserma dei Carabinieri del paese.

Consigli per la visita all’ex base Nato Monte Giogo

Consigliamo di visitare l’ex base Nato Monte Giogo a tutti gli appassionati di trekking e del dark tourism, ma anche ai fotografi alla ricerca di scatti unici. Infatti, nelle giornate particolarmente terse è possibile vedere all’orizzonte anche la Corsica.
La strada che porta alla base offre la vista su paesaggi davvero mozzafiato. Per questo, sconsigliamo di farvi venire la voglia di tagliare per il bosco prendendo le così dette scorciatoie. Sarebbe un peccato perdervi il paesaggio.

panorama dal monte giogo

Il tempo per visitare l’intera area è di circa un’ora, ma il nostro consiglio è di trascorrere molto più tempo in questo luogo dal paesaggio magnifico e unico.

Noi abbiamo pranzato e ci siamo rilassati seduti sotto un’antenna a guardare il panorama. Un ottimo modo per rigenerarsi e riposarsi. Dato che c’era ancora un po’ di neve, ne abbiamo anche approfittato per fare a “pallate” (ricordo che abbiamo visitato l’ex base Nato Monte Giogo nel mese di aprile).

mano con palla di neve al sole

E’ stata una bellissima esperienza, emozionante e adrenalinica e anche molto istruttiva. Documentandoci abbiamo scoperto interessanti informazioni che ci hanno fatto vedere la Ex base Nato abbandonata sotto occhi diversi.

Con piacere ricordiamo quanto questo luogo e il paesaggio siano rilassanti.

Pensate che in tutta la giornata abbiamo incontrato meno di 10 persone! Parlando tra noi più volte ci siamo chiesti quanti segreti erano nascosti tra le pareti di questa base? Chissà anche quante informazioni riservate hanno captato queste antenne e chissà se forse origliano ancora…

Dal Monte Giogo è tutto e mi raccomando, se deciderete di visitare questo luogo, rispettatelo!
È un tesoro di tutti sia per la sua bellezza che per la sua importanza storica.

Se hai visitato l’ex base Nato allora raccontaci la tua esperienza e le tue emozioni nei commenti.

Ilaria

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