Dark tourism: cos’è e come si pratica

Se è la prima volta che senti parlare di dark tourism, sono sicura che starai sgranando gli occhi e pensando alle cose più strane e più macabre possibili. Oppure starai pensando che le Amiche in Wanderlust hanno perso la ragione. In realtà il dark tourism non è niente di quello che stai immaginando.
Dopo la prima volta che ci siamo trovati davanti ad un piccolissimo borgo abbandonato, in noi è nata questa strana passione di scoprire luoghi abbandonati, le così dette “città fantasma”. Così ci siamo avvicinati piano piano al dark tourism o turismo nero.

Cos’è il dark tourism o turismo nero?

Il dark tourism, in italiano turismo nero o anche semplicemente turismo dark, è un tipo di turismo legato a luoghi macabri o di dolore. E’ un tipo di turismo verso luoghi abbandonati e spesso legati a tragedie o omicidi. Per questo, a volte, viene anche definito turismo macabro. In questi luoghi il passato non c’è più, è sparito, dimenticato. E’ stato sostituito da ruderi abbandonati, piloni di ferro, rimasti a sorreggere quello che rimane di realtà esistite anni indietro o in altre epoche.
Il dark tourism però è anche scoperta, curiosità storica, immaginazione. È un modo per andare oltre quello che è scontato e per scoprire in noi nuove emozioni che non nascono soltanto dalla bellezza del luogo.

Quali sono le emozioni del turismo nero?

Sicuramente dopo aver sfatato alcuni tabù sul dark tourism con la prima domanda, questa è quella successiva. Troviamo molto interessante osservare questi posti, scoprire la loro storia e il motivo dell’abbandono. Immaginarseli come erano un tempo e come poteva essere la vita ad esempio, in questi piccoli borghi abbandonati. Spesso alcuni paesi sono stati abbandonati perché gli abitanti si sono trasferirsi nelle città vicine più industrializzate, dove potevano trovare un lavoro stabile.
Molto spesso il turismo nero o turismo macabro si intreccia a luoghi di grande rilevanza storica. Tenere in vita la fiamma della storia, facendo sì che le nuove generazioni apprendano dagli eventi passati ed evitare, o perlomeno provarci, che certi eventi tornino a ripetersi.  
Altre volte capita che in questi luoghi ci sia un passato di sofferenza, paesi abbandonati a seguito della guerra, di un terremoto, ecc.

Porta di una casa abbandonata

Ci sono regole da rispettare per chi fa il turismo nero?

Come in tutte le cose, anche nel dark tourism vige la regola del rispetto, del buon senso, attenzione ed educazione. Vedere luoghi non vuol dire diruparli, saccheggiarli o chissà altro. Sono un bene di tutti e come tali devono essere trattati. Dove necessario, occorre la regola del silenzio, specialmente in alcuni luoghi è la più importante forma di rispetto. 

I vantaggi del dark tourism?

Se possiamo chiamarli vantaggi, sicuramente andare alla scoperta di posti poco conosciuti esula dal grande turismo di massa in luoghi affollati e commerciali. Qui, in mezzo al gran caos, non riusciremmo a sentire e a dare importanza alle nostre risa. Invece, nel dark tourism spesso a farci compagnia è il cinguettare degli uccellini.
Infine, sono luoghi unici che difficilmente un’agenzia di viaggi ti consiglierà mai di visitare, ma che potrai però organizzare per conto tuo. E scoprirai l’importante effetto che avranno su di te, se vissuti con il giusto spirito.

luogo abbandonato

Cosa è per noi il dark tourism?

Spesso si esplorano o si visitano posti e luoghi senza avere la consapevolezza che fanno parte del dark tourism. Ad esempio, Pompei, i campi di concentramento e di sterminio, memoriali o luoghi di ricordo. Sono luoghi che in tutti i nostri viaggi abbiamo visitato di frequente, ma senza conoscere l’esistenza di questo “filone” del turismo.
Chiamarlo così per noi è solo un modo per identificare una tipologia di viaggio, niente di più e niente di meno. A me, come del resto alla mia famiglia, il turismo nero affascina perché è collegato prettamente alla curiosità di scoprire. È una vera e propria passione per la storia e una ricerca continua delle origini, di capire il perché di tante sofferenze e viaggiare anche con la fantasia.

Infine, e non per ultimo, per noi è stato bello poter unire la nostra passione del trekking al dark tourism.

Proprio così, per raggiungere alcuni luoghi ci sono sentieri e veri percorsi trekking segnalati dal “CAI”. Così, unendo le due cose ne deriva una bellissima esperienza. Niente di più piacevole dell’emozione della scoperta standosene a stretto contatto con la natura. Sembrerà strano, ma queste esperienze, a volte non senza qualche brivido, arricchiscono il nostro bagaglio culturale e quanto facciamo rientro, abbiamo sempre tante storie da raccontare.
Per questo ci piace definirlo “DARK TOURISM A MODO NOSTRO”. Perché? Perché lo abbiamo riadattato a quello che ci piace, senza andare dietro a nessuno se non alla nostra curiosità!
Abbiamo un figlio e tutto deve sempre rimanere nella curiosità di un viaggio lungo o breve che sia.

Ecco cosa è per noi è il dark tourism, quindi niente luoghi di delitti o luoghi macabri.

Se decidete di restare con noi, vedrete quanti sono i luoghi abbandonati che riescono ancora a trasmettere emozioni e grande fascino.
Volete un esempio? L’Abbazia di San Galgano a Siena, anche questo è un luogo che rientra nel dark tourism. Così come anche Dachau o un bellissimo percorso trekking da Prato verso Firenze per vedere le due città dall’alto o nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Insomma, non turismo macabro, ma come detto prima ci piace chiamarlo “DARK TOURISM A MODO NOSTRO”.
Così in questo ultimo anno ci siamo dedicate a questa attività e adesso siamo pronte a raccontarvi le nostre avventure, spesso emozionanti, misteriose e al tempo stesso adrenaliniche.

luogo tipico del dark tourism

Dark tourism in Toscana: ex base Nato abbandonata

La prima esperienza alla scoperta del dark tourism che vi raccontiamo e soprattutto che vi consigliamo di fare, è stato uno stupefacente trekking. Abbiamo raggiunto un luogo insolito e singolare, non avevamo mai visto niente di simile e ritrovarsi sotto delle enormi e giganti antenne è stato emozionante.
Infatti, quattro antenne fanno da scenario a questo luogo dimenticato, utilizzate durante la Guerra Fredda per origliare e decifrare codici, messaggi e scovare presunti attacchi nemici. Un percorso trekking che vi regalerà panorami mozzafiato.
Dove si trova? Come fare per raggiungerlo? Cosa occorre sapere per vedere con occhi diversi questo luogo?
Seguici nel nostro articolo: Ex base Nato Monte Giogo: trekking in un luogo abbandonato dal 1995.

Se il dark tourism è anche la tua passione, allora ti consigliamo di leggere anche:
Manicomio di Volterra: visita nel più grande ex-istituto psichiatrico italiano.

Ilaria

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